La cartolina della cortesia radio… la QSL

La QSL è la cartolina che i corrispondenti di un QSO s’inviano come conferma dell’avvenuto collegamento. Essa contiene da un lato tutti i dati tecnici relativi alla comunicazione effettuata e i propri dati personali, dall’altro una eventuale personalizzazione grafica, una foto etc.. Alcuni preferiscono la stampa da un solo lato lasciando il retro inutilizzato, in altri casi, se le informazioni sono tante, si utilizzano anche QSL a quattro o otto facciate. Altri, invece, ne fanno volentieri a meno, utilizzando solo sistemi di conferma elettronica o non preoccupandosene affatto.

(nella foto la mia cartolina QSL commemorativa dei miei 40 anni di radio CB)

I dati fondamentali da inserire sono:

  • Il proprio nominativo (nel caso specificare se la stazione è mobile o portatile);
  • Nome, cognome, indirizzo;
  • Email, eventuale sito internet;
  • WW Locator e dati che facilitano l’identificazione geografica della propria stazione;
  • Nominativo del corrispondente e dell’eventuale manager;
  • Dati del collegamento o dei collegamenti (con una sola QSL è possibile confermare più di un QSO con la stesso corrispondente), secondo lo schema riportato nella tabella sottostante:

Date Time Frequency Mode RST QSL Notes

  • Data e ora del collegamento, rispetto al fuso-orario di Greenwich indicata con GMT o UTC;
  • Frequenza o banda utilizzata;
  • Modo operativo (indicato a volte con 2-WAY);
  • Rapporto RST;
  • Specificare se la QSL è di risposta TNX (thanks) o si attende ancora quella del corrispondente PSE (please send);
  • Eventuali note o commenti al QSO.

A completamento delle informazioni inviate al corrispondente si possono aggiungere:

  • Informazioni sul proprio RTX, sulle antenne, la potenza utilizzata, particolari condizioni operative;
  • Dati relativi al conseguimento di diplomi, come la zona CQ, la provincia o, in caso di attivazioni, il numero ed il nome della referenza;
  • Eventuali appartenenze a club e associazioni;
  • Se la QSL è via bureau o via diretta;
  • Tutte le informazioni ritenute utili che variano a seconda dei casi specifici;
  • Saluti finali.

Le QSL possono essere inoltrate via bureau o via diretta.

Nel primo caso, se siete soci di un’associazione radioamatoriale che offre questo servizio, dovrete semplicemente consegnare le QSL al manager della vostra sezione il quale le invierà al bureau nazionale che provvederà allo smistamento verso i bureau esteri di competenza.
Se il corrispondente o voi stessi non siete coperti da questo servizio, dovrete ricorrere all’invio diretto, con le modalità previste per una normale lettera. In questo caso, la maggior parte delle volte, dovrete aggiungere anche un congruo rimborso per le spese di invio della QSL di risposta.


A volte OM con elevato traffico radio o che abitano in paesi non serviti dal bureau, possono avvalersi di manager esterni che a loro volta possono o meno avvalersi del servizio via bureau. Di solito tutte le informazioni sui manager sono reperibili sul web o sui bollettini. Stesso discorso vale per le spedizioni DX.

I tempi di attesa sono molto spesso lunghi e qualche volta la tanto agognata QSL non arriva, vediamo allora qualche consiglio per aumentare la probabilità di ricevere risposta:

  • Nel caso diretto, trovare le giuste indicazioni su dove inviare la cartolina consultando diversi callbook in modo da avere dati sicuri e aggiornati;
  • Nel caso via bureau, assicurarsi che il corrispondente (o il suo manager) sia iscritto ad una associazione che fornisce il servizio;
  • Compilare la QSL correttamente in ogni sua parte, se si sbagliano i dati del QSO il corrispondente potrebbe non trovarlo sul proprio loogbook mettendo quindi da parte la cartolina o restituendola con la dicitura “not in the log”;
  • Scrivere in maniera leggibile, ricordarsi che lo zero 0 deve essere barrato per essere distinto inequivocabilmente dalla lettera O, usare caratteri stampati (fonts) standard o comunque di chiara interpretazione;
  • Stampare il proprio nominativo da entrambe le parti della cartolina e in maniera grande e leggibile;
  • In alcuni casi (spedizioni, paesi poveri) è necessario inserire un contributo per la QSL di risposta, possono essere degli IRC (buoni internazionali di risposta) o dollari, in questo ultimo caso assicurare che non siano visibili dall’esterno onde evitare che la busta venga aperta da malintenzionati;
  • Qualche volta è utile allegare anche una busta preindirizzata, detta SAE (Self Addressed Envelope), per la risposta in modo da evitare possibili errori di trascrizione del proprio recapito;
  • Se, pur essendo trascorso molto tempo, la risposta non arriva fare un altro tentativo inviando nuovamente la QSL, considerare però che spedizioni o manager hanno spesso una grande quantità di risposte da inviare e le varie operazioni richiedono certamente tempo;
  • Utilizzare preferibilmente il servizio via associazione, richiede attese maggiori ma si risparmiano soldi e fatica, alcune volte pur inviando la QSL via diretta si riceve risposta via bureau nonostante i contributi inviati;
  • Le QSL inviate via bureau devono avere le dimensioni standard di 14 X 9 cm circa imposte dalla IARU per tale tipo di servizio, altrimenti ve le vedrete tornare indietro;
  • Avere in ogni caso molta pazienza.

Fonte: http://qsoradioamatori.altervista.org

Saluti e… si parte in Digitale

Un saluto agli appassionati della Radio.
E notorio che la trasmissione viene effettuata in fonia,AM,FM e SSB.
Vorrei parlare del nuovo modo che appare anche nella CB specialmente con propagazioe
dove ci giungono segnali musicali,cadenzati,e’ il Modo Digitale che sfruttando la scheda audio di un PC e con un’interfaccia e apposito software si collega al RTX e si puo’ ricevere e trasmettere il CW,PSK31,RTTY,FT8.ROS,SSTV e tanti altri,il software e’ quasi tutto FREE tranne dei programmi a pagamento.


Se siete interessati posso darvi una mano ad iniziare questo affascinante mondo.
73’s de 1OD108 Pietro da Frosinone.

Regole di conversazione

Normalmente il canale utilizzato del mio gruppo è il 23 in AM quindi, dopo aver verificato la corretta selezione del canale, controllate che anche la posizione del selettore sia su AM. Ricordate che alcuni apparati, allo spegnimento o all’interruzione dell’alimentazione (specie se si utilizza la presa accendisigari), perdono la selezione del canale impostato, posizionandosi su un canale standard di fabbrica (normalmente il 9, considerato canale di emergenza, pertanto evitate di utilizzarlo se non per tale fine). Per entrare in una comunicazione radio occorre ricordarsi di parlare solo quando nessun’altro dei presenti sul canale stia a sua volta parlando. Se ciò dovesse avvenire, nessuno ascolterebbe la vostra voce, anzi questa si andrebbe a “sovrammodulare”, cioè andrebbe a disturbare la trasmissione della persona che sta parlando in quel momento. Quindi, oltre a non parlare mai insieme agli altri, non ci sono particolari regole da seguire, ma solo pochi consigli.

1. Prima di iniziare a parlare, attendere e sfruttare le brevi pause che intercorrono tra la fine di una trasmissione e l’inizio di una successiva.
2. Avvicinare il microfono a circa 10 cm dalla bocca, meglio se leggermente di lato per evitare soffi e parlare con voce normale, senza attaccare le labbra al microfono e senza urlare. In questo modo la voce giungerà molto più chiara.
3. Iniziare a parlare solo un secondo dopo aver premuto il tasto sul microfono e rilasciare il tasto un secondo dopo aver terminato la conversazione, onde evitare troncamenti.
4. Comunemente si parla dandoci del tu, in clima molto amichevole e usando un linguaggio pulito, in quanto potrebbero esserci dei bambini all’ascolto.
5. Evitare trasmissioni troppo lunghe, per lasciare modo agli altri di intervenire, soprattutto perché potrebbe giungere la necessità di una comunicazione urgente. Eventualmente, di tanto in tanto, frammentare la vostra conversazione con un paio di secondi di bianco (quindi lasciare la portante).
6. Anche se si conoscono le persone con le quali si modula (parla), è buona regola evitare di dire cognomi, indirizzi precisi, recapiti telefonici o informazioni riservate, in quanto potrebbero esserci estranei in ascolto.
7. Soprattutto, evitare di trasmettere musica !!!

(fonte Web)

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La propagazione delle onde radio (1°parte)

Le onde radio si propagano dall’antenna trasmittente a quella ricevente, permettendo l’ascolto. Conoscere il meccanismo propagativo, significa aumentare la possibilità di ascolti migliori. Spesso capita che l’ascoltatore alle prime armi provi ad ascoltare certe frequenze ad ore sfavorevoli, traendo la conclusione che il proprio ricevitore sia muto o non funzioni a dovere. Occorre invece scegliere il momento giusto, l’ora giusta e la banda giusta.

Tutto ciò si acquisisce con l’esperienza e con tante e tante ore d’ascolto; per accorciare i tempi e per poter trarre la maggior soddisfazione possibile dall’hobby del radioascolto, occorre acquisire una conoscenza perlomeno generale della propagazione delle onde radio, che avviene in due modalità differenti: per onda di terra e per onda riflessa.

Scopo di queste righe è dare una minima spiegazione di cosa siano la propagazione per onda di terra e quella per onda riflessa o ionosferica.

PROPAGAZIONE PER ONDA DI TERRA

Onda di terra è quella onda che si propaga sulla superficie terrestre.

Ha più importanza nella propagazione delle onde medie che in quella delle onde corte.

Le distanze raggiungibili grazie a tale tipo di propagazione sono relativamente grandi e dipendenti da molti parametri.

Il principale è il tipo di superficie che il segnale deve attraversare per giungere al nostro ricevitore: deserti, zone aride e secche sono pessime superfici per questo tipo di propagazione, tuttaltro che conduttivi; invece mari, oceani e terreni umidi sono ottimi conduttori di segnale.

Tutti i segnali in onda media che riceviamo durante le ore luminose sono segnali di terra, in quanto durante l’irraggiamento solare il meccanismo di propagazione ionosferica in onde medie è compromesso da altri fattori, che vengono affrontati più oltre.

Per quanto riguarda le onde corte, sostanzialmente non avviene propagazione per onda di terra. Anzi il suolo molte volte assorbe le onde radio piuttosto che rifletterle.

Per tale motivo i sistemi radianti in onda media sono nettamente differenti da quelli in onda corta, essendo nei primi molto curata la componente di terra (si arriva spesso ad interrare o reti metalliche o migliaia di fili per rendere “conduttivo” il terreno).

PROPAGAZIONE PER ONDE IONOSFERICHE O RIFLESSE

Per poter comprendere tutti i fenomeni legati a questo tipo di propagazione occorre avere una visione generale della ionosfera, delle sue parti e del loro singolo comportamento.

La ionosfera è una parte della nostra atmosfera.

Siindividua fra i 50 ed i 300 Km circa dalla superficie terrestre con una larga tolleranza in eccesso.

Si divide in 3 regioni o strati.

LO STRATO D

Lo strato D si estende, approssimativamente, da 50 a 90 Km, con una concentrazione elettronica che cresce rapidamente con l’altezza.

La concentrazione elettronica nello stato D presenta una variazione diurna importante: raggiunge il suo massimo poco mezzogiorno solare locale, mentre conserva valori estremamente bassi nelle ore notturne.

In inverno, nonostante che la distanza zenitale dal sole sia molto grande, si osservano spesso concentrazioni elettroniche molto elevate, sempre tra 70 e 90 Km, dovute probabilmente alla natura e alla concentrazione dei gas che compongono l’atmosfera. L’influenza dell’attività solare sulla concentrazione elettronica nello strato D si differenzia alle diverse altezze: tra 70 e 90 Km i raggi X di origine solare sono la principale fonte di ionizzazione e questa è massima quando il ciclo solare sulla concentrazione elettronica nello strato D si differenzia alle diverse altezze: tra 70 e 90 Km i raggi X di origine solare è al suo massimo; al si sotto dei 70 Km le radiazioni più attive sono quelle cosmiche e la concentrazione massima si presenta quando l’attività solare è al suo minimo, per cui la dispersione interplanetaria dei raggi cosmici di origine galattica tende a ridursi.

Durante una perturbazione geomagnetica la densità elettronica tra 75 e 90 Km, tende a rinforzarsi alle latitudini subauroralied inferiori. Per l’apporto di elettroni ad alto contenuto energetico.

Lo strato D può raggiungere una densità massima di 10 miliardi di per metro cubo a quote tra 50 e 90 Km, con alta densità di particelle neutre.

Questo strato non ha, a causa della relativamente bassa densità elettronica, grande rilevanza per la riflettività nei riguardi delle onde usate nei radiocollegamenti via ionosfera, mentre invece assume notevole importanza nei riguardi dell’assorbimento, per tanto che lo strado D può essere considerato lo strato assorbente per eccellenza.

LO STRATO E

Tra 90 e 130 Km si colloca lo strato E, che comprende lo strato E normale e lo strato E sporadico.

Lo strato E normale è uno strato molto regolare e si trova ad un’altezza nella quale la temperatura ha una escursione da -80 a +80 gradi °C.

La concentrazione elettronica dipende strettamente dalla distanza zenitale dal sole.

Vi è un massimo stagionale in estate.

Il massimo della concentrazione elettronica si colloca intorno ai 110 Km ed è circa di 100 miliardi di elettroni per metro cubo. Con questa concentrazione il plasma elettronico una sua propria frequenza di riflessione (MUF) di circa 3 Mhz. Durante la notte la ionizzazione dello strato E si riduce drasticamente e la MUF del plasma a valori tra 4 e 6 Khz.

La concentrazione elettronica è massima al massimo del ciclo solare. Nell’arco del ciclo solare si hanno variazioni della frequenza del plasma intorno al 30%.

Una parte dello strato E, a circa 120 Km, viene chiamata Es o ESPORADICO, proprio per il fatto che la sua presenza è aleatoria e sporadica.

Pare che la sua ionizzazione sia dovuta a meteoriti e fenomeni cosmici non legati all’attività solare.

La sua presenza è più frequente d’estate che d’inverno.

LO STRADO F

Lo strato F inizia ad un’altezza di circa 130 Km.

Durante la notte lo strato F si comporta in modo diverso che di giorno, quando si divide in due differenti strati: F1 ed F2, nasce se la concentrazione elettronica non presenta stratificazioni molto nette.

Lo strato F1 è la zona compresa tra 130 e 21 Km di altezza e la concetrazione elettronica è dell’ordine di 200 miliardi di elettroni per metro cubo.

Lo strato F2, il più alto degli strati ionosferici, è quello in cui la concentrazione degli elettroni è generalmente la più densa: i suoi valori sono compresi tra 1000 miliardi di elettroni per metro cubo di giorno e 50 miliardi di elettroni per metro cubo di notte.

Lo strato F2 non risponde al modello matematico di CHAPMAN, perché a quelle altezze vi sono notevoli venti (correnti ioniche), diffusione ed altri fenomeni dinamici.

Quandoinizialmente si applicava la teoria CHAPMAN anche nello strato era considerato tra le anomalie.

Oggi si sa che questo termine è improprio.

 

L’” ANOMALIA DIURNA consiste nel fatto che il massimo della concentrazione elettronica dello strato F2 si produce spesso un’ora dopo il mezzogiorno solare, in genere tra le 13 e le 15 ora locale.

Si sono notate sperimentalmente altre due variazioni durante il giorno, i cui massimi si collocano intorno alle ore 10-11 locali e tra le ore 22-23, sempre locali.

Nell’emisfero nord l’”ANOMALIA STAGIONALEconsiste in una tendenza alla concentrazione elettronica dello strato F2, intorno alle 12 locali, e ad essere più alta d’inverno che d’estate.

L’ANOMALIA EQUATORIALE”, consiste nel fatto che nelle zone comprese tra 20 e 30 gradi, sia a Nord che a Sud dell’equatore, l’influenza della distanza zenitale del sole sulla concentrazione elettronica dello strato F2, è notevolmente diversa da quella che ci si aspetta. Nelle latitudini elevate si osservano alcune “anomalie” nelle caratteristiche dello strato F2, probabilmente associate alla caduta di particelle di alto valore energetico.

Vi è infatti una depressione pronunciata nella concentrazione elettronica dello strato F2, dovuta alla linee di forza della magnetosfera e che si estende su 2-10 gradi in direzione dell’equatore, subito dopo l’ovale aurorale e da mezzogiorno a tutta la notte.

Alcune osservazioni sulle concentrazioni elettroniche, al di sopra dell’altezza in cui avviene il suo massimo, sono state effettuate con radar a diffusione incoerente, con missili e sonde installate a bordo di satelliti.

Queste osservazioni mostrano come la concentrazione elettronica decresce in modo approssimativamente esponenziale con l’altezza.

Intorno a 100 Km si ha una variazione del gradiente della concentrazione elettronica causata dalla presenza di una passaggio da ioni di ossigeno a ioni di idrogeno; l’altezza alla quale avviene questa transizione aumenta con la latitudine.

A 1000 Km la concentrazione elettronica è normalmente dell’ordine di 10 miliardi di elettroni per metro cubo.

Le onde radio vengono riflesse dagli strati ionizzati.

Seil sole ha un certo comportamento, la ionosfera avrà una certa densità e struttura; ad altri comportamenti del sole invece corrisponderanno altrettanti caratteri di densità e struttura.

Per cui possiamo comprendere che le variazioni di propagazione sono legate ai seguenti fenomeni:

ØAlternarsi del giorno e della notte (variazione diurna)

ØAlternarsi delle stagioni (variazione stagionale)

ØAlternarsi di periodi di alta attività solare con periodi di calma (variazioni del ciclo solare)

ØVariazioni dovute alla differente posizione geografica. (continua …)

(Fonte Web)

Ma cos’è il CB? Da dove nasce? 1a.parte

Come tutti sapete, il grande padre delle ricetrasmissioni è Guglielmo Marconi, che con i suoi esperimenti risalenti ai primissimi anni del secolo scorso, ha reso possibile le trasmissioni che noi tutti utilizziamo.

La banda dei 27 Mhz, comunemente definita CB (dall’inglese Citizen Band) nasce negli Stati Uniti nell’immediato dopoguerra, quando un gruppo di appassionati si trovò tra le mani delle vecchie radio militari e, modificandone la frequenza, incominciarono ad usarle per le loro chiacchierate serali. Per definizione, quindi, la sigla CB indica gli apparati ricetrasmittenti nati appunto per collegamenti in città ed a breve distanza. La banda cittadina fu legalizzata in Italia nel 1973 con l’emissione del D.P.R. n. 156 del 29 marzo, il famoso codice postale. Prima di allora la CB italiana era sempre vissuta nell’anonimato, gruppi di amici facevano QSO serali preoccupandosi di imboscare bene le antenne al fine di evitare la famigerata “Escopost”, sempre in agguato, pronta ad intervenire con pesantissime multe e con la confisca degli apparati. Radioamatori CB da non confondere, quindi, con i radioamatori OM (dall’inglese OLD MAN o “vecchio mio” come amichevole traduzione) operatori radio patentati, che hanno sostenuto un esame di elettronica generale e radio comunicazioni, presso l’Ispettorato del Ministero delle Telecomunicazioni territoriale, superato il quale si ottiene una sigla internazionale da utilizzare in ogni trasmissione. I CB, invece, usano comunemente il loro nome o nikname. Tali apparati operano su frequenze stabilite dal Ministero delle Comunicazioni e con bassa potenza di trasmissione (4 Watt); il raggio di ricetrasmissione dipende molto dalle condizioni meteo, quindi dalla propagazione del momento e dall’orografia del territorio circostante, normalmente è di circa 15 chilometri in campo aperto e senza ostacoli, distanza che in presenza appunto di qualsiasi ostacolo (palazzi, colline, boschi, ecc…) diminuisce proporzionalmente la portata nominale.  (in foto un Alan 48 omologato)

– fonti articolo: Web

 

Hazzard, i cugini Duke, il Generale Lee e …il CB

Chi non ricorda la serie TV americana Hazzard?

Nell’immaginaria contea di Hazzard si susseguono le rocambolesche avventure della famiglia Duke, composta dai giovani cugini Bo, Luke e Daisy e da Jesse, un loro saggio e anziano zio. Nonostante i sani principi di lealtà e correttezza, che i Duke hanno sempre messo davanti ad ogni cosa, anche loro, come nella migliore tradizione di molte famiglie del profondo sud, non hanno mai rinunciato alla distillazione clandestina di whiskey. Questa debolezza, in passato, è stata la causa, per loro, di problemi con la giustizia ed è per questo motivo che, Bo e Luke, si trovano ora in libertà condizionata.

Ve la ricordate la bella Daisy? Trasmetteva con un Realistic TRC-432. Qui sotto invece ecco il Generale Lee…

I nickname utilizzati dalla famiglia Duke per comunicare in incognito, mediante l’uso delle radio CB, erano i seguenti: zio Jesse “Pastore,” Bo e Luke “Pecorella smarrita”, Daisy “Pastorella” e Cooter “Cavallo Pazzo”.

Iscrivetevi qui: https://www.facebook.com/groups/144106259526846/

Codice Q per Citizen Band

Ecco alcune sigle tratte dal codice internazionale di ricetrasmissione denominato “Codice Q”, si tratta delle sigle più impiegate dai CB

Autocertificazione all’uso degli apparati CB e PMR446

NORMATIVE ABROGATE E SOPPRESSE

qui gli aggiornamenti –> https://www.27megahertz.it/2020/07/26/cb-e-pmr-addio-12-euro-e-autocertificazione-di-inizio-attivita/

Le ultime normative in materia hanno abolito la licenza d’uso e tutto l’iter burocratico a cui bisognava attenersi per poterla ricevere. Oggi è necessario avere questi requisiti:

1. Acquistare un apparecchio Radio CB Omologato

2. Munirsi di una copia della Dichiarazione di conformità UE presente nella confezione dell’apparato

3. Una copia della vostra carta di identità

4. Andare sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico e scaricare il modello di richiesta della dichiarazione. (oppure da qui)

5. Compilare il modello in ogni sua parte e su un foglio bianco scrivete la marca, il modello e il numero di omologazione dell’apparato che avete acquistato (questo è un consiglio, serve a velocizzare la pratica, in genere gli Ispettorati vi chiamano al cellulare per sapere queste informazioni.)

6. Effettuare il versamento di 12  €uro intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato di cui fate parte. La lista la trovate in fondo alla pagina ( qui )

7. Fate una fotocopia a tutto ciò che avete fatto finora: visto di conformità dell’apparecchio, il foglio dove avete annotato le caratteristiche del vostro apparato, la carta d’identità, il modello della dichiarazione, copia del versamento… conservate tutto al sicuro.

8. Prendete tutti gli orginali e spediteli tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo dell’Ispettorato più vicino che troverete sempre ( qui )

Avete finito!

Nota: se nel modello selezionate oltre al CB anche il PMR il versamento da effettuare è di 24 €uro. Inoltre, l’uso od il proseguimento d’uso dei suddetti apparati è soggetto al pagamento, entro il 31 gennaio di ogni anno, di un contributo di €. 12,00, indipendentemente dal numero di apparati, come indicato dall’art. 36 dell’Allegato 25 al Codice delle comunicazioni elettroniche. Qualora si decida di non proseguire l’uso degli apparati, sarà sufficiente non pagare più il suddetto contributo annuo, senza ulteriori adempimenti.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli Ispettorati Territoriali.

La normativa di cui sopra:

Banda cittadina (CB), Personal Mobile Radio (PMR) e Dispositivi a corto raggio (SRD – Short Range Devices)

CB e PMR

Sono tali gli apparati:

  • per comunicazioni in banda cittadina (C.B.) – art. 105, comma 1, punto p) del Codice delle comunicazioni elettroniche – ex punto 8 dell’art. 334 del D.P.R. 156/73;
  • PMR446 (Personal Mobile radio), assimilati agli apparati C.B. ai sensi dell’art. 105, comma 1, punto p) del Codice delle comunicazioni elettroniche.