Chi sono e come si diventa Radioamatori (prima parte)

In un mondo tecnologico e computerizzato, quale è divenuto il nostro, dove la televisione, i cellulari, internet, ecc… la fanno da padroni, esiste ancora una realtà, uno spazio, affascinante e misterioso, che unisce attualmente più di due milioni di persone  sparse per i luoghi più disparati della Terra. A parte il telefono, la televisione ed internet appartengono a quel campo delle telecomunicazioni che noi definiamo freddo, statico, le persone sono solo degli osservatori e degli operatori passivi, invece, tramite la radio, noi diveniamo attivi, protagonisti, dall’altoparlante della radio esce una voce vera, calda, una voce anche sconosciuta, nella maggior parte dei casi straniera, che parla inglese, spagnolo, francese, tedesco, russo … ma soprattutto che parla con te (se lo desideri).

Da queste voci, se riascoltate e rincontrate in frequenza, possono nascere amicizie, scambi culturali, ed anche, come vedremo più avanti, operazioni di soccorso ed umanitarie. Radioamatore può essere e può diventarlo chiunque. Dai più è definito un hobby, però un hobby particolare, dove siamo noi stessi i principali protagonisti in tutte le molteplici attività che questo comporta.

I radioamatori sono persone qualunque, di tutte le età e di tutti i ceti sociali, professionisti, imprenditori, impiegati, operai, studenti, casalinghe, ecc… anche parlamentari e nobili, vedi l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga – I0FCG, l’On. Giuseppe Zamberletti – I2ZME, il Re di Spagna Juan Carlos di Borbone – EA0JC, oppure il fu Re Hussein di Giordania – JY1, ecc… in maggioranza maschi, ma con una “cosa” in comune: la passione per la radio. Chi decide di intraprendere questa strada, deve conoscere da subito i passaggi da dover affrontare per arrivare alla tanto sospirata autorizzazione alle trasmissioni.

Innanzitutto, bisogna iscriversi al corso per il conseguimento della patente di radioamatore, a meno che non si abbia compiuto degli studi tecnici e si sia in possesso di diplomi o lauree specifiche nel campo delle telecomunicazioni che consentono
l’esenzione dagli esami. Alle persone comuni, cioè ai non tecnici, possiamo dire che gli esami non sono una passeggiata, ma che, con un po’ di impegno, volontà e passione, si arriverà a superare gli ostacoli del percorso formativo.

Dopo aver superato l’esame, il passo successivo è la conseguente richiesta del nominativo e dell’autorizzazione generale che darà pieno titolo a poter trasmettere. Durante questo periodo di formazione, i candidati, oltre che imparare tutte le nozioni di
elettrotecnica, elettronica, antennistica e telegrafia, conosceranno anche le procedure, le leggi, le normative che regolano il servizio di radioamatore e che gli permetteranno di operare correttamente quando lanceranno il primo “CQ – CQ” attraverso il microfono od il tasto per il CW.

(Continua…)

 

(Fonte WEB)

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